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LA CASCINETTA DIDATTICA ONLUS
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Papa Francesco "congegni futili, strumenti del diavolo".

Papa Francesco "congegni futili, strumenti del diavolo".

CONTRO LE SLOT SCENDE IN CAMPO  IL DON DI SORESINA  ANGELO PICCINELLI

Papa Francesco "congegni futili, strumenti del diavolo".

Papa Francesco: "azzardo e usura piaghe sociali contro cui lottare senza tregua"

Papa Francesco: «Combattete l'azzardo, surrogato ipocrita della vita eterna!»
Papa Francesco: «Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia.
Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!
Papa Francesco
Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte
Papa Francesco

LA Cascinetta Didattica onlus di Castelverde comunica che a metà marzo inizierà  la 2 parte del corso serale gratuito di meccanica , carrozzeria e AutoCAD . Oltre al corso di orto sono aperte le iscrizioni al corso di ciclomeccanica .

Il corso a numero chiuso ,è gratuito, si terrà sempre nei laboratorio di ciclomeccanica  della Cascinetta didattica sita in Castelverde.

Per  imformazioni e iscrizioni cell. 3391461161.


Mittente: Gabriele Cervi Pres. Assoc. In cammino con.S.Francesco la Cascinetta Didattica. Castelverde
VIA GARDINALI 11.

 

APPELLO ALLE FORZE POLITITICHE TUTTE SENZA DISTINZIONE  PER IL BENE COLLETTIVO E AL DI SOPRA DELLE PARTI.

Papa Francesco ha definito il gioco d’azzardo "congegni futili, strumenti del diavolo". Azzardo e usura generano continui fallimenti non solo economici, ma anche famigliari e assistenziali. Si lotti con tutte le forze per sconfiggerli. Correva l’anno 2016. Grazie a Papa Francesco si sono generate nel paese nuove coscienze sia laiche che cristiane che fortunatamente si sono prese a cuore questa piaga sociale..

E’ dalle parole del Santo Padre che come associazione cristiana non potevamo anche noi non accogliere questo importante sociale appello. In questi anni la cascinetta didattica si è impegnata in più fronti non solo per sensibilizzare la pubblica opinione sul grave fenomeno del gioco d’azzardo ma è stata promotrice ed è promotrice di idee, progetti, proposte tutti rivolti per circoscrivere tale fenomeno.

Sappiamo che le slot non spariranno dal paese, di questo ne siamo più che consapevoli in quanto le lobby che sostengono il gioco d’azzardo sono molto influenti e a tutt’ ggi sono riuscite a condizionare il Parlamento Italiano ma anche europeo. Quello che noi non possiamo perdonare al Parlamento è di aver permesso di allargare a dismisura tale fenomeno creando business e nel contempo creando malessere sociale e patologico. L’aver permesso di dare licenze commerciali a Tabaccai, osterie, edicole, bar, trattorie ecc. è stato un crimine politico-istituzionale e sociale. I parlamentari (non tutti) si sono sporcati le mani.. ora noi chiediamo a viva voce a tutti i politici  che è arrivato il momento di avere coraggio istituzionale di ripulire il paese da questo cancro sociale.

Quindi il fine della nostra battaglia è rivolta alla revoca delle licenze.. quando tali licenze scadranno e chiediamo che non siano più rinnovabili a tutti quei contenitori sopracitati che non sono deputati per poter gestire i videopoker.   Abbiamo aprezzato l’editoriale del Direttore del Quotidiano La Provincia di Cremona, che con imparzialità si è scagliato contro al gioco d’azzardo come abbiamo apprezzato la pubblica presa di posiziopne del vescovo di Cremona Mons. Napolioni e apprezziamo la recente coraggiosa intervista del prete di Soresina Don. Piccinelli.

Ci auguriamo che altri preti seguano l’esempio di Don. Picinelli, .. noi a Castelverde per esempio di fronte alla chiesa abbiamo a pochi metri di distanza un bar dove ci sono le slot..

Lanciamo un appello a tutte le forze politiche… di inserire fra le priorità istituzionali anche un vero contrasto alle slot… ribadendo che Bar, trattorie, edicole,  non sono idonei per gestire questi giochi in quanto tali contenitori sono troppo frequentati dalla gente..ai politici questa  scelta di campo   probabilmente non porterà voti da parte delle lobby.. ma porterà consenso da parte della gente… quella stessa gente che alla fine li elegge

Gabriele Cervi

AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"
AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"

 

 

CERCO FAMIGLIA
 
FONTE QUOTIDIANO AVVENIRE
 
Daniela Pozzoli mercoledì 10 gennaio 2018
 

Roberto ha 11 anni e frequenta la prima media con scarso profitto. E’ un ragazzino sensibile e intelligente. Vive in una comunità da oltre un anno perche i suoi genitori litigavano in continuazione e lo trascuravano anche a causa della loro sofferenza mentale. Roberto sta attraversando un periodo di profondo disorientamento e fatica a tollerare le frustrazioni che ne derivano. Trascorre molto tempo da solo e sopra a ogni cosa desidera avere un posto sicuro e stabile, come il fratello che è inserito in una famiglia
affidataria, dove possa trovare degli adulti che si prendano cura di lui. Roberto ha bisogno di due “genitori” accoglienti e rassicuranti che sappiano anche accompagnarlo in questi difficili anni di crescita, recuperando fiducia in se stesso. Per lui si cerca una famiglia residente nella provincie di Monza o Milano, con figli preferibilmente coetanei o maggiori di età per un affido familiare a tempo pieno.

Info: Progetto affido Mowgli, via N. Sauro, 12 – Arcore (Mi); tel.: 039.6882285 (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 15.30; giovedìdalle 14.00 alle 18.30); e-mail: affidimowgli@asc.offertasociale.it

AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"

AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"
AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"
AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"
AZZARDO "NON GIOCARE MA VINCI NELLA VITA"

Il colloquio. Il Papa: mi accusano di eresia? Prego per loro

 

COME NON SI PUO' AMARE QUESTO GRANDE PAPA. PREGHIAMO PER LUI....
 
Riccardo Maccioni giovedì 15 febbraio 2018
Nel dialogo con i gesuiti in Cile, Francesco ha parlato dei siti di "resistenza",che si propongono come depositari della vera dottrina: non li leggo. Pedofilia? La desolazione più grande.

Le resistenze alle riforme, il dramma della pedofilia, il futuro della Chiesa, l’attenzione ai poveri. Sono alcuni dei temi affrontati dal Papa nel colloquio avuto in forma privata con i gesuiti lo scorso 16 gennaio a Santiago del Cile. Dialogo trascritto da padre Antonio Spadaro direttore de “La Civiltà Cattolica” che lo pubblicherà in forma integrale sul prossimo numero mentre il Corriere della Sera ne offre oggi un’ampia anticipazione.

Conosco i siti che mi accusano ma non li leggo

Francesco a bordo della papamobile circondato dai fedeli (Lapresse)

In particolare alla domande sulle resistenza che sta incontrando nel suo pontificato, papa Francesco risponde così: «Davanti alla difficoltà non dico mai che è una “resistenza”, perché significherebbe rinunciare a discernere, cosa che invece voglio fare. È facile dire che c’è resistenza e non rendersi conto che in quel contrasto può esserci anche un briciolo di verità. Questo mi aiuta anche a relativizzare molte cose che, a prima vista, sembrano resistenze, ma in realtà è una reazione che nasce da un fraintendimento... Quando invece mi rendo conto che c’è vera resistenza, certo, mi dispiace. Alcuni mi dicono che è normale che ci sia resistenza quando qualcuno vuol fare dei cambiamenti. Il famoso “si è sempre fatto così” regna dappertutto, è una grande tentazione che tutti abbiamo vissuto. Le resistenze dopo il Vaticano II, tuttora presenti, hanno questo significato: relativizzare, annacquare il Concilio. Mi dispiace ancora di più quando qualcuno si arruola in una campagna di resistenza. E purtroppo vedo anche questo. Non posso negare che ce ne siano, di resistenze. Le vedo e le conosco. Ci sono le resistenze dottrinali. Per salute mentale io non leggo i siti internet di questa cosiddetta “resistenza”. So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo, semplicemente per mia salute mentale. Se c’è qualcosa di molto serio, me ne informano perché lo sappia. È un dispiacere, ma bisogna andare avanti. Quando percepisco resistenze, cerco di dialogare, quando il dialogo è possibile; ma alcune resistenze vengono da persone che credono di possedere la vera dottrina e ti accusano di essere eretico. Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro. Provo dispiacere, ma non mi soffermo su questo sentimento per igiene mentale».

Amoris laetitia? Serve discernimento

La resistenza riguarda soprattutto la disponibilità ad accerttare, nella fedeltà alla dottrina, un diverso modo di pensare. «Credo che una delle cose di cui la Chiesa oggi ha più bisogno, e questa cosa è molto chiara nelle prospettive e negli obiettivi pastorali di Amoris laetitia, è il discernimento. Noi siamo abituati al “si può o non si può”. Ho ricevuto anch’io, nella mia formazione, la maniera del pensare “fin qui si può, fin qui non si può”. Non so se ti ricordi di quel gesuita colombiano che venne a insegnarci morale al Collegio Massimo; quando si venne a parlare del sesto comandamento, uno si azzardò a fare la domanda: “I fidanzati possono baciarsi?”. Se potevano baciarsi! Capite? E lui disse: “Sì, che lo possono! Non c’è problema! Basta però che mettano in mezzo un fazzoletto”. Questa è una forma mentis del fare teologia in generale. Una forma mentis basata sul limite. E ce ne portiamo addosso le conseguenze».

La pedofilia è la vergogna più grande

Bergoglio con un alcuni bambini durante la visita in Cile (Ansa)


Perentoria e amara anche la riflessione sullo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa. «È la desolazione più grande che la Chiesa sta subendo – sottolinea papa Bergoglio –. Questo ci spinge alla vergogna, ma bisogna pure ricordare che la vergogna è anche una grazia molto ignaziana. E quindi prendiamola come grazia e vergogniamoci profondamente. Dobbiamo amare una Chiesa con le piaghe. Molte piaghe... Ti racconto un fatto. Il 24 marzo, in Argentina è la memoria del colpo di Stato militare, della dittatura, dei desaparecidos, e Plaza de Mayo si riempie per ricordarlo. In uno di quei 24 marzo, mentre stavo per attraversare la strada, c’era una coppia con un bambino di due o tre anni, e il bambino correva avanti. Il papà gli ha detto: “Vieni, vieni, vieni qua... Attento ai pedofili!”. Che vergogna ho provato! Che vergogna! Non si sono resi conto che ero l’arcivescovo, ero un prete e... che vergogna! A volte si tirano fuori “premi di consolazione”, e qualcuno perfino dice: “Guarda le statistiche... il... non so... 70% dei pedofili si trova nell’ambito familiare, dei conoscenti. Poi nelle palestre, le piscine. La percentuale dei pedofili che sono preti cattolici non raggiunge il 2%, è dell’1,6%. Non è poi tanto…”. Ma è terribile anche se fosse uno solo di questi nostri fratelli! Perché Dio l’ha unto per santificare bambini e grandi, e lui li ha distrutti. È orribile! Bisogna ascoltare che cosa prova un abusato o un’abusata! Di venerdì — a volte lo si sa e a volte non lo si sa — mi incontro abitualmente con alcuni di loro. Il loro processo è durissimo, restano annientati. Per la Chiesa è una grande umiliazione. Mostra non solo la nostra fragilità ma anche, diciamolo chiaramente, il nostro livello di ipocrisia. È curioso: il fenomeno dell’abuso ha toccato alcune Congregazioni nuove, prospere. Lì l’abuso è sempre frutto di una mentalità legata al potere, che va guarita nelle sue radici maligne. Ci sono tre livelli di abuso che vanno insieme: abuso di autorità, sessuale, e pasticci economici. Il denaro c’è sempre di mezzo: il diavolo entra dal portafoglio».

DIGITA QUI :Papa

Ludopatie, Unicef Italia: Ai bambini serve un giocare sano

Superare gioco d'azzardo patologico anche con impegno mondo scolastico

"Dobbiamo superare la ludopatia e il mondo scolastico è quello che tra gli altri si deve impegnare. Unicef Italia è disponibile a impegnarsi". E' quanto si legge in un tweet di Unicef Italia protagonista oggi di un incontro su ludopatia e infanzia. Il direttore generale Paolo Rozera ha evidenziato che "20 anni fa era un fenomeno impensabile, oggi il 42 per cento dei teen-ager ha giocato d'azzardo (dato CNR). Ai bambini - è stato evidenziato - serve un giocare SANO, che sia con un pallone o con un palmare". Nel corso dell'incontro si è parlato anche del divieto della pubblicità e delle sponsorizzazioni e del sostegno ai baristi che si rifiutano di avere slot machine nei loro locali.

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Papa Francesco: «Combattete l'azzardo, surrogato ipocrita della vita eterna!»
Papa Francesco: «Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia.
Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!
Papa Francesco
Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte
 
I GIOVANI SOCI DELLA CASCINETTA HANNO OTTIMIZZATO IL LABORATORIO POLIVALENTE DA LORO USATO. BRAVISSIMI .
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
 
 
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
 
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I GIOVANI SOCI DELLA CASCINETTA HANNO OTTIMIZZATO IL LABORATORIO POLIVALENTE DA LORO USATO. BRAVISSIMI .
I GIOVANI SOCI DELLA CASCINETTA HANNO OTTIMIZZATO IL LABORATORIO POLIVALENTE DA LORO USATO. BRAVISSIMI .
I GIOVANI SOCI DELLA CASCINETTA HANNO OTTIMIZZATO IL LABORATORIO POLIVALENTE DA LORO USATO. BRAVISSIMI .
I GIOVANI SOCI DELLA CASCINETTA HANNO OTTIMIZZATO IL LABORATORIO POLIVALENTE DA LORO USATO. BRAVISSIMI .

 

 

La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!! 

Questo mio ricorso alla corte Europea di Strasburgo a favore  dei  migranti lo considero come  un atto dovuto.. da parte di una persona che ha investito gran parte della propria vita a difendere i deboli, gli emarginati, i minori, gli orfani e i lavoratori, dando sempre  voce a chi non ha voce.. In un paese dove  la maggior parte della gente critica tutto e tutti,  dove tutti si lamentano dello status politico-economico formato da molti corrotti,  senza però alzare in primis,  un dito per cercare di cambiare le cose non è facile alzare la propria voce libera  e uscire dai tanti lacci che legano per interessi sempre più variegati, lo status sociale,  attore istituzionale e  buonista di facciata.

Questi soggetti deboli, agli occhi della gran parte della gente sono visti come intrusi che sono venuti nel nostro paese solo per rubarci lavoro..e per questo sono  guardati a vista come temibili concorrenti, dove le opportunità lavorative per noi italiani doc sono sempre meno.. Ma che vogliono questi esseri!! Noi abbiamo sudato anni per raggiungere stabilità economica, abbiamo fatto tanti sacrifici per crearci una posizione nella società..  E questi individui pretendono subito , una casa, un lavoro.. ma che vadano a quel paese!!… Frase fra le più gentili  che in questi anni ho sentito proferire da taluni.

Io credo invece che il popolo italiano non sia quello che  appendiamo dai media o dai bar, o da politici che sul razzismo vivacchiano di consensi,  credo che il popolo italiano invece sia solidale quanto basta per essere preso ad esempio da altri stati europei, più ricchi, ma molto egoisti dal lato umano. Il problema del nostro paese è che siamo stati vittime (e forse lo siamo ancora) di politici affaristi, di gente senza scrupoli che anche  sulla povertà sono riusciti a creare  il loro business, dove chi decide  fa leggi  anche importanti, ma che  poi alla fine  non si preoccupa di farle applicare  correttamente.

Con i soldi ,pubblici, che sono  i ,nostri, il paese  è stato governato da decenni da veri e propri comitati d’affari .. tanti soldi si sono fermati  e si fermano e si fermeranno in mille rivoli clientelari.. per accontentare  la numerosa clientela istituzionale che alla fine determina consensi al politico di turno.... Anche questa emergenza profughi per taluni affaristi senza scrupoli è diventato un business sporco. Tutto ciò ha provocato  odio e avversità verso queste persone…  che  hanno la sola  colpa di essere capitati in un paese corrotto... Io ho l’onore di fare volontariato puro e il nostro capitale non sono i soldi ma bensì le persone che  aiutiamo.   Non abbiamo bisogno di finanziamenti  pubblici per fare   solidarietà.  Abbiamo invece bisogno di persone vere, oneste, che investono nel capitale umano  e che credono veramente nel bene comune.. Tutto questo non è utopia.

 Gli Italiani hanno un cuore grande, generoso e solidale, cerchiamo allora di cambiare il Paese affarista , ipocrita e corrotto dando per primi noi, buon esempio .

 

Gabriele Cervi

Corte Europea dei Diritti dellUomo

Consiglio dEuropa

F-67075 Strasbourg Cedex Francia

 

RICORSO INDIVIDUALE ALLA

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’ UOMO

 

Oggetto: Ricorso alla Comunità europea dei diritti dell’uomo per addivenire in Italia alla sburocratizzazione che attualmente è causa di non riconoscimento da parte dell’Italia dei migranti qui ospitati.. non dando loro una giusta certificazione idonea se non in tempi lunghissimi che alla fine sanciscono il ritorno dei medesimi al loro paese d’origine dopo anni in Italia senza aver avuto la possibilità di studiare e lavorare..

Mi chiamo Gabriele Cervi sono cittadino italianoe con la presente ricorso vorrei comunicare a codesta spettabile commissione europea dei diritti dell’uomo una problematica umanitaria riguardante i migranti ospitati in Italia.

Premesso

Chel’Italia è un paese ospitale e che a tutt’oggi si è sempre attivata in alcuni casi con abnegazione a ricevere i migranti che giungono sempre più numerosi sulle coste italiane

Si fa presente

Però la totale incapacità dello Stato Italiano di addivenire in tempi brevi al rilascio di certificazione ( permesso di soggiorno, asilo politico ecc) a queste persone che si vedono dopo due anni e più , parcheggiate in strutture d’accoglienza dovere ritornare nel proprio paese in quanto tali permessi non sono stati accordati.Questolentissimo non loro riconoscimento da parte delle istituzioni preposte italiane fa si che i migranti dall’ Italia ospitati, non possano nel frattempo seguire corsi professionali o andare a scuola, e non possano cercare un lavoro in quanto sprovvisti di documenti,

In questi anni tale piaga socialesoprattutto nel meridione d’Italia ha reso questi soggetti deboli e non tutelati (ribadisco per mancanza di certificazione idonea) siano sfruttati per poche lire.. Cito per tutti l’esempio del Caporalato molto in voga in Sicilia ed altre regioni del sud d’Italia.

Si fa presente inoltre

Che questa iniqua e lentissima procedura burocratica inficiaaltre opportunità per questi migranti, di cui una parte consistente vorrebbe non fermarsi in Italia ma andare in paesi dove i medesimi vengono presto riconosciuti rilasciando a loro i permessi e c certificazioni che permettono il pieno inserimento sociale, sia lavorativo che scolastico che in Italia non possono sperare di avere .

Business dei migranti

Questa latitanza da parte delle istituzioni italiane (Parlamento e Governo) a lungo andare ha prodotto da parte di soggetti sociali (mi riferisco ad alcune cooperative sociali che operano in Italia) truffe e criminalità sulla pelle di questi soggetti deboli. Un esempio per tutti(ne hanno parlato anche i giornali internazionali)è quella colossale truffa denominata di Roma mafia capitale, dove i vari illeciti giravano proprio sfruttando i migranti..

Oltre avere citato questi veri e proprie azioni criminali ( penalmente da noi si chiamano associazioni a delinquere ) non posso non citare alcune benemerite associazioni che con trasparenza ed abnegazione aiutano i migranti prima fra tutte la Caritas Italiana. Non posso qui citare il nostro Santo Padre Papa Francesco che pi volte ha alzato la Sua Autorevole voce a favore di questi esseri umani che sono nostri fratelli al di sopra delle religioni professate ma nel rispetto delle medesime. Il Santo Padre ha più volte condannatopalesando la mercimonia e il business che taluni hanno fatto illegalmente sui migranti.

Come cittadino e come operatore sociale (sono Presidente di una associazione onlus denominata : in cammino con S.Francesco la cascinetta didattica di Castelvede) il nostro fare è anche rivolto a favore dei migranti).

Attiviamodei corsi totalmente gratuiti e dal 2015 (data della nostra fondazione) con la collaborazione della Caritas Diocesana di Cremona attiviamo corsi mirati per i migranti. L’associazione che rappresento, si autofinanzia e abbiamo fatto la sceltadi non fruire di nessun contributo pubblico in quanto riteniamo che il nostro fare bene comune sia possibilmente il più puro e trasparente possibile. Seguendo le orme di S.Francesco. d’Assisi.

Nel nostro piccolo possiamo aiutare questi ragazzidando loro la possibilità di scoprire la propria manualità, possiamo però alla fine del percorso formativo rilasciare un attestato di frequenza, che aiuta e ridà dignità , speranza , ed autostima..Questo illustri membri della commissione europea dei diritti dell’uomo è un breve sunto di quello che vedo nel quotidiano nel fare volontariato. Questo purtroppo succede forse prevalentemente in Italiadi cui si dice essere un paese democratico ed aperto a tutte le colture .. E’ una piaga sociale che andrebbe al più presto estirpata.. : per questo mi rivolgo a voi come semplice cittadino, per chiederVi in quanto membri della Commissione dei diritti dell’Uomo di intervenire presso le istituzioni italiane (Parlamento italiano, Presidente della Repubblica, Governo Italiano ecc) per sollecitare al più presto una legge o decreto legge in cui si dia tempi certi al riconoscimento dei migranti che arrivano sempre di più in Italia e nel contempo per favorirne la loro vera integrazione…

A lungo andare se ciò non avverrà questa inumana lacuna italiana potrebbe anche procurare disordini (come già del resto sono avvenuti ) non più gestibili per la sicurezza di tutti.

Di quanto sopra scritto mi predo piena responsabilità civile e penale, firmando per esteso questa informativa ed allegando copia della mia carta d’identità. Vi chiedo se potete in coscienza fare qualche cosa persollecitare il Governo Italiano a porre al più presto rimedio all’ attuale status quo, i migranti ve ne saranno eternamente grati.

In fede.

Gabriele Cervi

Castelverde lì24 giugno 2016

Gabriele Cervi

Via Mons.Gardinali, 11

26022 Castelverde(Prov. Cremona)

Si allega documentazione cartacea relativa alle irregolarità testèsopracitate.

La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
 
 
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
 
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
La solidarietà di chi non ha niente e l’egoismo di chi ha tutto!!
Carissimi Africani, come va? adesso noi Europei vi raccontiamo la verità…!

 

Carissimi africani, come va? Qui è l’Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente?

Pensate che proprio da qui giusto un secolo e mezzo fa ci si divertiva a farvi lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere per la maggior ricchezza di re Leopolodo, però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima: quando tutti insieme – inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli etc – abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America, e anche lì è stato un bel business. D’accordo, un paio di milioni ci sono rimasti durante la navigazione, ma pazienza: su quel lucrosissimo commercio triangolare abbiamo costruito la nostra rivoluzione industriale, quella che voi non avete avuto.

Poi però portarvi di là in catene non ci bastava più e allora abbiamo pensato di prendere direttamente le vostre terre, perché abbiamo scoperto che erano piene di roba che ci poteva essere utile. I francesi hanno iniziato da nord e gli inglesi da sud, un po’ di stragi a schioppettate ed è diventato tutto roba nostra. Anche i belgi, si diceva, si sono dati da fare, pensate che a un certo punto il loro impero era composto al 98 per cento di terre africane. Poi si sono mossi i tedeschi, infine gli italiani, insomma dopo un po’ non c’era più un fazzoletto di continente che fosse vostro, che ridere.

A proposito degli italiani, come sempre sono arrivati ultimi, però si sono rifatti con il record di prima nazione al mondo che ha usato i gas sui civili, a un certo punto donne e bambini si ritrovavano dentro una nuvola di iprite e morivano a migliaia tra orrendi spasmi. «Mica vorranno che gli buttiamo giù confetti», disse il generale De Bono, che simpatico burlone. Il bello è che chi si trovava nei dintorni moriva anche una settimana dopo, il corpo pieno di devastanti piaghe, per aver bevuto l’acqua dei laghi piena di veleno, che fresconi che siete stati a non accorgervene.

Finito il colonialismo – ormai vi avevamo rubato quasi tutto, dai diamanti alle antiche pergamene amhare – non è che ci andasse proprio di levare le tende e allora abbiamo continuato a controllare la vostra politica e la vostra economia, riempiendo d’armi i dittatori che ci facevano contratti favorevoli, quindi comprando a un cazzo e un barattolo quello che ci serviva in Europa, devastando i vostri territori e imponendo le nostre multinazionali per quello che abbiamo deciso dovesse essere il vostro sviluppo. Voi creduloni ci siete cascati ancora e ci siamo divertiti così per un altro secolo.

Se poi un dittatore si montava un po’ la testa e pensava di fare da solo, niente di grave: lo cambiavamo con un altro, dopo aver bombardato un po’ di città e aver rifornito di cannoni le milizie che ci stavano simpatiche per massacrare quelle che ci stavano antipatiche. Del resto da qualche parte le mitragliatrici o i carrarmati che produciamo li dobbiamo pure piazzare, qui in Europa siamo in pace da settant’anni e mica possiamo rinunciare a un settore così florido.

Negli ultimi venti-trent’anni poi abbiamo creato un modello nuovo che si chiama iperconsumismo e globalizzazione, allora abbiamo scoperto che l’Africa era perfetta per comprarsi tutto quello che noi non volevamo più perché noi dovevamo possedere roba nuova e con più funzioni, così abbiamo trasformato il porto di Lomé in un immenso centro di svendita dei nostri vecchi telefonini e delle nostre vecchie tivù, tanto voi sciocchini vi comprate tutto pur di cercare di essere come noi.

Già che c’eravamo, abbiamo usato i vostri Paesi come discarica dei nostri prodotti elettronici ormai inutilizzabili, quelli che nemmeno voi potevate usare. Pensate che curiosa, la vita di un nostro accrocco digitale: inizia grazie al coltan per cui vi ammazzate nelle vostre miniere e finisce bruciando tra gas cancerogeni nelle vostre discariche; in mezzo ci siamo noi che intanto ci siamo divertiti o magari abbiamo scritto post come questo.

Insomma, ragazzi, siete nella merda fino al collo e ci siete da tre-quattrocento anni, ma a noi di avere avuto qualche ruolo in questa merda non importa proprio niente, non abbiamo voglia di pensarci e abbiamo altro da fare.

Negli ultimi tempi poi, con questa storia dei televisori, dei computer e delle parabole satellitari, purtroppo siete cascati in un altro increscioso equivoco, e cioè vi siete messi in testa che qui in Europa si sta meglio: ma come fa a venirvi in mente che vivere in una casa con l’acqua corrente e l’elettricità sia meglio di stare in mezzo al fango e tra quattro pareti di lamiera ondulata? Bah, che strani che siete. Anche questa cosa che avere un ospedale è meglio che morire di parto, o che uscire di casa a prendere un autobus sia meglio che uscire di casa e prendere una mina, o che mangiare tre volte al giorno sia meglio che morire di dissenteria per malnutrizione, che noia, mamma mia.

Così alcuni di voi, di solito i più sfigati, hanno iniziato a lasciare la baracca e le bombe per attraversare prima il deserto poi il mare e venire qui a rompere i coglioni a noi.

D’accordo, quelli che lo fanno alla fine sono poche decine di migliaia rispetto a oltre un miliardo di voi, perché non a tutti piace l’idea di morire nella sabbia o in acqua, e gli emigranti sono pochini anche rispetto a noi, che siamo mezzo miliardo, ma insomma, ve lo dobbiamo dire: ci stanno sui coglioni lo stesso e quindi non li vogliamo, perciò abbiamo deciso che devono tornare nel buco di culo di posto da cui vengono, anche se lì c’è la guerra, la fame, la malaria e tutto il resto di quelle cose lì. Tanto più che quelli che vengono qui mica stanno sempre bene, alcuni hanno pure la scabbia, e a noi non è che ci interessa perché hanno la scabbia, ci interessa che non vengano qui, è chiaro?

Concludendo, con tutta l’amicizia e senza nessun razzismo – ci mancherebbe, noi non siamo razzisti – dovreste gentilmente stare fuori dalle palle e vivere tutta la vita nell’inferno che vi abbiamo creato. E se fate i bravi, un lavoro in un cantiere di Addis o in una miniera di Mbomou per due dollari al giorno potete anche trovarlo, con un po’ di culo, purché naturalmente a quella cifra lavoriate dieci ore dal lunedì al sabato a chiamata giornaliera, e non diciate troppo in giro quanta gente ci schiatta ogni giorno.

Se poi trasportate sacchi anche la domenica full time vi diamo qualcosa di più, così magari tra un po’ potete comprarvi un altro nostro televisore di scarto, però – mi raccomando – da usare lì, nella baracca piena di merda di capra in cui vivete.

Contenti?

Di Alessandro Giglioli